architettura

AZ ARCHITETTURA, il rapporto 1/1, 1/10. Qualità e sincronie diverse a confronto, simbiosi e rapporti, l’architettura totale, nello stile e nella sua evoluzione. Il rapporto 1/1 è come il rapporto 1/10. E’ come una scala di valori dove l’Architettura fonda il suo sistema di rapporti, dove nulla cambia, se non l’evoluzione della sua scala di valori. L’alternarsi di un rapporto con l’altro, è come il ripetuto uso delle curve e delle forme che crea un sistema. Rapportare una scala in grande e in piccolo, crea sintonie come, la visione alternata di nuove idee. Questa in breve è l’architettura, la creazione mediante la sintonia delle forme e delle costruzione, di un unico oggetto: l’unità. L’unità è nata unica e deve finire unica, tale nello stile, e nelle svariate e molteplici costruzioni che devono sempre essere rapportate a questa, come in una scala 1/1, o, 1/10, ovvero definire in grande, o ridurre in piccolo, non cambia un valore scelto, o più semplicemente, una soluzione. Più semplicemente, se costruisco un cubo con una sfera e un cono, sono consapevole dei loro legami, che non esistono ed in questo sono consapevole, e posso costruire un prisma. Se rapporto un progetto in una scala al vero, e in una scala al 1/10, sono consapevole che questo è lo stesso, ridotto, e pertanto posso continuare a lavorare. Posso tenere presente che quel che ho progettato, è sempre lo stesso, e posso andare avanti. Posso tenere presente che uno stile è lo stesso in una piccola decorazione o in una grande, e posso andare avanti. E posso con una forma, assistere alla sua evoluzione con questo ragionamento.

Trasformare un foglio di carta in un soprammobile, o trasformare un vecchio rudere in una villa campestre. Il casale è il cuore di una tenuta, e serviva alla manovalanza agricola dei contadini della fattoria, che mungevano le vacche, e pascolavano il gregge. La nostra unità in specifico, ovvero il ripristino di un vecchio casale abbandonato, richiedeva lo studio del territorio, e della sua urbanistica. Infatti situato nella zona dei Castelli Romani, questo era facente parte di una zona ricca di case coloniche, e si trovava nell’area di un casale, proprio di una fattoria con caratteristica enologica. Il rudere si trovava con ancora tutto il livello terra, nella sua situazione agricola come lo è ancora il rudere ancora esistente, in fase di rinnovamento, antica vaccheria. Ravvivando la visione campestre sono cominciati prima i lavori con il restauro del piano superiore, il quale era già stato adattato ad uso abitativo, ed era anch’esso in fase di abbandono nelle sue due camere e cucina con bagno. Si è poi passati al piano terra con una scala interna costituendo un primo salone con zona pranzo, cucina e secondo bagno divenuto terzo, eliminata la cucina al primo piano. Poi l’unificazione del salone, e la creazione di una terrazza, attuale sito della veranda odierna. Il giardino si è curato dall’inizio dei lavori al piano terra, e con alberi da frutta, e oggi con una piscina amatoriale. I lavori iniziati nel ’90, sono ancora in continua espansione, e la prossima soluzione architettonica tratterà il piccolo rustico, vaccheria, per zona ospiti. Si è tenuto conto delle esigenze personali, zona cucina e veranda, del logo abitativo, giorno e notte, e del relax, piscina. Esiste anche una zona colazione giardino, angolo in stile moresco moderno, che è ben abbinato al resto dello stile coloniale. Gli interventi sull’illuminazione, sono totali, ed investono poco per volta l’area, con lumi esterni abitazione, e lampade in giardino a distanza ottimale. Questo rende oltre la zona confortevole, funzionale durante la notte. Possiamo ora dividere il nostro lavoro in sei parti, tante come coloro che sono servite alla realizzazione del cantiere, e del fabbricato:

I Intervento abitativo, (primo piano).

II Intervento abitativo, (piano terreno, giardino).

III Intervento abitativo, (salone unico e terrazza).

IV Intervento abitativo, (veranda).

V Intervento abitativo, (angolo caffè giardino, lavatoio).

VI Intervento abitativo, (piscina, e nuova sistemazione giardino).

I Intervento: All’inizio, nell’inizio degli anni ’90, il rustico si presentava con la sola zona del primo piano accessibile, che era in stato di abbandono. Questo era adibito a stanza sportiva, o palestra a livello amatoriale. Si procedeva all’interno passando dal retro, attraverso un viale che conduce al prato, confine della residenza vicina. Si intervenne con dei facili lavori di imbiancatura, e con dei più difficili lavori di installazione dei sanitari che dovevano cercare, la strada della depurazione. Si installò, una zona letto con bagno; una zona cucina, pranzo, e piccolo salotto.

II Intervento. Decisa l’utilizzazione del piano terra, nella zona corridoio del secondo piano, dopo aver installato delle travi di sostegno da terra al soffitto del piano stesso, si smantellò quasi mezzo corridoio che doveva ospitare la scala interna, una volta che erano stati terminati i lavori di ripulitura del piano terra, che avevano richiesto anche il lavoro di ripristino, in quanto ci si trovava in zona di totale abbandono. L’esterno venne intonacato, dopo la rifinitura di parete, e l’interno venne costruito anche nella pavimentazione, che non esisteva più. Si dovette creare il piano sul terreno, fondamenta del pavimento; anche se per solo uso logistico in quanto il rudere, poggiava per metà sulla roccia, che ne faceva anche da sostegno, nonché da fondamenta. Ma bisognava creare, di nuovo, tre gradini all’entrata, e due dal giorno al corridoio, che già esistevano, e questo facilitava la progettazione. Ed inoltre asserviva al mantenimento logistico del rudere, che veniva trasformato diremmo in totale ad uso abitativo, cioè senza alterare lo studio disciplinare campestre. In breve esistente già l’assetto d’entrata e, un dislivello interno dell’abitazione, si è costruita la pavimentazione, con una schermata d’acciaio, e cementificazione. Ecco allora che venne installata la scala, fabbricata in esterno, con tre piloni di acciaio in sostituzione delle travi, e tutto venne concluso. Si cominciò allora a sistemare il giardino con il prato inglese e con alberi da frutta, ora tolti poiché necessitavano di cura continua, che non poteva essere seguita se non con attenzione giornaliera. Una grondaia costituiva il garage, che è ancora odierno. La nostra casa economica ma di lusso si era già quasi formata del tutto.

III Intervento: Il giorno a terra era ora, con ingresso e salottino, pranzo, cucina, e servizio. La zona notte con letto e servizio, letto ragazzi, studio, servizio. Le esigenze di un salone unico si inoltravano, e si decise di smantellare il primo tramezzo, unificando ingresso e pranzo. Si volle poi ridurre la cucina per un passaggio esterno, quando si costruì dappieno la terrazza, ora veranda.

IV Intervento. La veranda venne costruita al posto della terrazza, con tetto spiovente in travi di legno visibili, vetrata totale sul giardino, e porta di servizio, accessibile con cinque gradini. Anche la veranda veniva aperta con tre gradini dall’interno. Una porta a vetri permette l’ingresso al retro, con il forno antico nello spazio vicino, con due gradini, ora funzionante, e altri otto gradini arrivano all’ingresso principale. La costruzione della veranda venne facilitata dal terrazzo già esistente, sul quale venne costruita.

V Intervento. Sistemato il lavatoio prefabbricato, posto all’ingresso principale, si è curato l’angolo caffè giardino, con spazio, dieci, quindici persone, per la pausa caffè estiva. In stile moderno moresco, si avvicina molto all’interno della casa in stile coloniale.

VI Intervento. La piscina scelta da un modello prefabbricato, veniva installata su una zona creata con un dislivello di circa un metro e, dopo il suo piano, si permetteva al terreno la scoscesa naturale. Infatti cinque gradoni arrivano al piano della piscina, con un corridoio piastricato contornante, un corridoio in erba per cinque sdraio, uno spazio per quattro tavolini da giardino. Questa costruzione amatoriale, trova nella sua sistemazione l’eleganza di un club sportivo. Ecco allora che la casa, economica, diventava di lusso. Nella dovuta esplicazione degli interventi architettonici, concludiamo con una breve, sintesi teorica sull’architettura.

SINTESI TEORICA SULL’ARCHITETTURA Come abbiamo iniziato, parlando della somiglianza tra un rapporto si scala, ed una elaborazione di un progetto architettonico, come è simile la scala 1/1 alla scala 1/10, e come è allo stesso modo simile unire un cubo ad un cubo, così diventa simile unire un cono ad un prisma, ad un cubo; è facilissimo spiegato in una maniera semplice. La cosa mportante è legare sempre le due unità, in maniera logica. Preferiamo unire un cubo ad un prisma per un lato, o ad un cono per la base e non per il vertice. Esistono oggi progetti avveniristici che vorrebbero combinare il cubo al cono per il vertice. E’ sempre importante legare gli insiemi in maniera semplice, come vuole l’architettura nella sua storia, trovare sintonie e logiche d’insieme costruttive. Capire dove è meglio combinare due unità costruendole od adattandole. Nella nostra costruzione preferiamo sempre non alterare quello che già esiste nel sito della progettazione, e se proprio non ci piace, cambiare meglio a nostro piacere il dovuto tenendo sempre conto sia cosa abbiamo dovuto progettare, dove, e come era prima. Questa ultima parte è importantissima, come era prima, perchè anche un rudere in abbandono o quasi smantellato o praticamente inesistente, può nascondere tracce di una storia evolutiva della sua architettura. La propria storia, la storia di un insieme, ha sempre un significato logico; alterarlo significherebbe cancellare la sua origine, o addirittura il suo punto d’inizio. Anche la stalla delle vacche sarebbe stata concepita in luogo dove non dare incomodo ad altre cose; ecco allora poter ideare un punto di ritrovo. Insomma, concepire l’architettura, non è prendere riga e squadrette e progettare, ma, assemblare, riunire, e concepire nuovi spazi idonei al nostro volere, ma soprattutto, alle nostre esigenze; quindi solo attraverso un rispetto ed una cura su quello che troviamo, possiamo intervenire. Ogni intervento architettonico, deve essere studiato, in conformità dello spazio trovato e del paesaggio. Una casa di campagna potrebbe essere sistemata, studiata e concepita, anche a New York, città tipo dell’architettura moderna, certamente con vari interventi, che alla fine somiglierebbero all’architettura lineare moderna, o dei grattacieli. Ci si ricordi sempre, comunque, di fare qualcosa di utile, a noi, e agli altri.

 

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